ilLasciapassare
Anonimizzatore di documenti
Per educatrici ed educatori, assistenti sociali, psicologi e psicologhe, insegnanti di sostegno e di classe, coordinatori dei servizi, dirigenti scolastici e ogni professionista tenuto alla riservatezza.
Copre i nomi, gli indirizzi e gli altri dati personali dei documenti dei servizi e della scuola, dai verbali ai piani educativi alle relazioni, prima che il testo venga affidato a un’intelligenza artificiale, e li rimette al loro posto quando la risposta torna indietro. Lavora sul computer dove è installato, e i testi non vengono mai inviati in rete. Esiste in due edizioni: una libera, gratuita e senza scadenza, e una completa, che si ottiene con una licenza annuale.
Data prevista di uscita: 15 ottobre 2026. Per Windows e per Mac con processore Apple.
Che cosa accade al testo
Quello che si scrive
Nell’incontro del 14 marzo Nonna Papera, educatrice del centro diurno di via dei Peschi 1313, Paperopoli, ha riferito che Paperino continua a rifiutare le attività di gruppo. La madre, Ortensia de’ Paperoni, è stata convocata per il colloquio del 21 marzo.
Quello che esce verso l’intelligenza artificiale
Nell’incontro del [DATA_1] [PERSONA_1], educatrice del centro diurno di [LUOGO_1], ha riferito che [PERSONA_2] continua a rifiutare le attività di gruppo. La madre, [PERSONA_3], è stata convocata per il colloquio del [DATA_2].
La tabella che collega i segnaposto ai dati veri resta sul computer dove il programma è installato. Quando la risposta torna, un comando rimette ogni nome al suo posto.
Le due strade
Lo stesso documento, due percorsi
In entrambi il testo va a un’intelligenza artificiale e torna indietro elaborato, perché è quello che serve a chi scrive. La differenza sta in quello che nel frattempo è uscito dal computer: nel primo percorso escono i nomi, le diagnosi e gli indirizzi, e da quel momento non si tolgono più; nel secondo esce un testo con i segnaposto, e i dati veri restano dove sono, anche mentre l’intelligenza artificiale lavora.
Il video
Come si usa, in meno di tre minuti
Il video segue il programma lungo il ciclo intero, su un verbale d’incontro con i dati di fantasia dell’esempio qui sopra: il documento di partenza che si carica, i segnaposto che coprono nomi, luoghi e date, le informazioni più delicate lasciate alla decisione di chi scrive, il testo che va all’intelligenza artificiale e i nomi che tornano al loro posto quando la risposta rientra. Il pulsante apre il video su YouTube.
I testi non escono dal computer
Il programma non ha bisogno della rete, né per funzionare, né per caricare il modello, né per la licenza: si verifica staccando la rete e lavorando lo stesso.
Costruito sui documenti dei servizi
Riconosce le parole di questo campo, dall’équipe al servizio inviante, dal piano educativo individualizzato alla presa in carico, che altrove non compaiono.
Guarda anche le frasi, non solo le forme
Nove temi portano davanti a chi scrive ciò che espone una persona senza avere la forma di un dato, dalla diagnosi al procedimento alla condizione economica.
Due edizioni, e una è gratuita
La libera non scade e non chiede registrazione. La completa si ottiene con una licenza annuale, che parte da 75 euro e non si rinnova da sola.
Il problema
Perché serve
Nei servizi e nella scuola l’intelligenza artificiale viene usata per scrivere, riordinare e sintetizzare. Una relazione di supervisione, un verbale d’équipe, un piano educativo individualizzato o una relazione clinica contengono però nomi, diagnosi e vicende dei destinatari dell’intervento, e incollarli in una chat commerciale significa trasmetterli a un fornitore esterno, fuori dal controllo dell’ente.
Accade ogni volta che si chiede a un’intelligenza artificiale di sintetizzare un verbale lungo, di riordinare gli appunti di un colloquio, di correggere la forma di una relazione prima di consegnarla o di tradurne una parte, e accade il più delle volte in assenza di una regola che dica se si può fare.
Il programma legge il testo e sostituisce i dati personali con segnaposto: il documento che ne esce non rende le persone riconoscibili dai dati identificativi coperti. Quando la risposta torna indietro, un secondo passaggio rimette ogni nome al suo posto, e il documento torna quello di partenza.
A chi serve
- Educatrici ed educatori, coordinatori dei serviziVerbali d'équipe, progetti educativi individualizzati, relazioni per i servizi invianti e per gli enti gestori.
- Assistenti socialiRelazioni per l'autorità giudiziaria, istruttorie, verbali di colloquio, richieste di contributo.
- Psicologi e psicologheRelazioni cliniche, restituzioni alle famiglie, appunti di percorso, invii ad altri servizi.
- Insegnanti di sostegno e di classe, dirigenti scolasticiPiani educativi individualizzati, verbali dei gruppi di lavoro, segnalazioni e certificazioni.
Che cosa lo distingue
Il campo da cui viene, e quello che di solito nessuno guarda
Che cosa distingue uno strumento di questo genere da un altro? Distingue anzitutto da quali documenti è stato costruito. I programmi che coprono i dati personali nascono quasi sempre negli studi legali o negli uffici, e di quel mondo portano la lingua, cioè parti, fascicoli di causa e clienti. Questo è costruito invece sui documenti che si scrivono ogni giorno nei servizi educativi e sociali, nella scuola, nelle cooperative e nelle consulenze psicologiche, e ne riconosce le parole.
Distingue poi che cosa considera un dato da proteggere. Gli strumenti di questo genere riconoscono, di regola, ciò che identifica una persona per la sua forma: i nomi, i codici fiscali, gli indirizzi, i numeri di telefono, gli estremi dei conti. In un documento del lavoro educativo e sociale, tuttavia, ciò che espone una persona è spesso una frase intera, cioè la diagnosi che la riguarda, il procedimento che la tocca, la condizione economica del nucleo in cui vive, il dettaglio che la rende riconoscibile nel paese dove abita. Quella frase non ha una forma riconoscibile, e nessun riconoscitore di formati la vede. I nove temi servono a farla comparire davanti a chi scrive, prima che il testo esca.
Da qui discendono scelte che si vedono aprendolo. I segnaposto sono in italiano e dicono che cosa hanno coperto, così il testo resta leggibile anche quando è coperto per intero; i nomi di fantasia conservano il genere e le iniziali, perché una madre non diventi un codice; il glossario impara i nomi dei servizi del territorio in cui il programma lavora, che è l’anagrafica sensibile vera del lavoro sociale, quella che nessun elenco generale può contenere.
Le due edizioni
La versione libera e la versione completa
Sono due programmi distinti, e non un unico programma con una prova a tempo: la libera si scarica e resta, la completa si ottiene con una licenza annuale. La prima serve a provare il prodotto sul lavoro vero, la seconda a usarlo per intero.
Versione libera
GratuitaNessuna scadenza, nessuna registrazione
Copre i nomi delle persone e le date, i nomi in ogni forma che prendono nel testo, comprese le iniziali puntate con cui la stessa persona ricompare più avanti. Tutto il resto lo riconosce e lo dichiara, senza coprirlo: gli indirizzi, i recapiti, i codici, gli enti e gli importi restano nel testo, sottolineati e contati, e una fascia in cima indica quanti dati critici rimangono. Il testo che ne esce non è quindi anonimo, e il programma lo dice.
Lavora sul testo incollato nella finestra e rimette i dati veri quando la risposta torna, finché la sessione di lavoro resta aperta.
Versione completa
da 75 €l’anno, prezzo finale senza IVA
Comprende quello che fa la libera e copre tutte e venticinque le categorie che il programma distingue, dalle persone ai luoghi, dai recapiti agli enti, dai codici identificativi ai riferimenti delle pratiche agli importi. Sui nove temi dei dati particolari decide chi scrive, tema per tema.
Apre i documenti interi, cioè Word, PDF, OpenDocument, RTF e testo semplice. Impara i termini del servizio che la usa e conserva i lavori, che si riaprono nei giorni seguenti con il proprio dizionario: per questo rimette i dati al loro posto anche a distanza di giorni.
Il confronto per intero, con le venticinque categorie, i nove temi, il listino delle licenze d’ente e i requisiti tecnici, sta nella pagina Le due edizioni e il listino.
Le formazioni
Il programma copre i dati, le decisioni restano all’ente
Uno strumento non risolve una questione di organizzazione. Che cosa si può delegare a una macchina, che cosa resta alle persone e chi risponde di che cosa sono decisioni che restano in capo all’ente, e attorno al programma sono quindi disponibili due formazioni distinte, che si possono chiedere separatamente o insieme.
Usare il programma
Per l’équipe che lo adotta, di norma un incontro. Che cosa il programma copre e che cosa lascia scoperto, come si legge ciò che segnala, come si regolano le categorie e i temi dei dati particolari, e come si insegnano al glossario i nomi dei servizi del territorio.
L’intelligenza artificiale nei servizi
Per chi dirige una cooperativa sociale, un consorzio o un servizio pubblico e si trova davanti a un uso già cominciato senza che nessuno l’abbia deciso. Sei passi separabili, dalla fotografia anonima degli usi in corso alla messa in sicurezza delle relazioni più delicate, fino alla linea che l’ente si dà e a un alfabeto comune. Ciascuno lascia qualcosa in mano ai servizi: un patto d’uso, una griglia, un documento deliberato.
Chi lo fa
Un programma ha un autore, e qui si sa chi è
Uno strumento che promette che i testi non escono dal computer chiede di sapere chi lo firma. ilLasciapassare è progettato e mantenuto da Davide Cadeddu, consulente pedagogico, formatore e supervisore pedagogico a Torino, che lavora da anni con i servizi educativi e sociali, con la scuola e con l’università, e che di quel campo porta il vocabolario e le categorie con cui il programma distingue i dati.
Per una dimostrazione su testi fittizi, per un preventivo o per una domanda tecnica si può scrivere a info@illasciapassare.it.